Riflessioni sulle Disclosure possibili di Angelo Pugliese
Il 19 febbraio 2026 Il Presidente degli Usa Donald Trump in poche ore è passato dall’ignorare la questione Uap a farla diventare una delle principali tematiche da affrontare in questa sua parte di mandato proiettata verso le elezioni di „“mid-term“.
Lo spunto era stato fornito da una domanda sull’Air Force One di un cronista sulle dichiarazioni di Barack Obama di qualche giorno prima sulla consistenza reale degli alieni a cui il Capo della Casa Bianca in carica invece di fornire una classica risposta tra l’ironico e il dubbioso aveva dato invece una netta affermazione: Obama aveva fornito informazioni riservate, io le declassificherò.
In poche ore si è arrivati poi al post su Truth ( il social trumpiano) del Presidente stesso in cui si prefigurava un ordine esecutivo per una ampia disclosure sui gli Ufo e gli Alieni, utilizzando proprio questi termini.
Un ordine esecutivo, che a dire il vero, per adesso non sarebbe stato ancora messo nero su bianco, anche se Nasa, Pentagono e altri organi chiamati in causa dal post dall’inquilino della Casa Bianca hanno iniziato a confermare che l’iter sta iniziando e presto verrà portato a termine.
Mentre questo articolo viene elaborato, ci troviamo in mezzo ad una profonda crisi bellica in Medio Oriente e probabilmente la Disclosure potrebbe attendere, ma al di là delle riflessioni contingenti e delle facili battute, rimane il fatto che la trattazione della fenomenologia in questione fa un salto di qualità, in un quadro comunque di crescita progressiva di credibilità che parte dal 2017 con gli articoli del New York Times basate sulla rivelazioni del senatore democratico Harry Reid, che nel 2021 trova nella pubblicazione del rapporto del DIpartimento della Difesa sugli Uap, voluto dala Presidenza Biden e che poi ha avuto nel 2023 una serie di interventi su diversi organi di stampa di di alcuni collaboratori tecnico-politici delle amministrazioni Bush e Obama come Christopher Mellon e Marik Von Reinnemkampf in cui si è apertamente parlato sia di strategie di comunicazione e di geopolitica in merito ad una eventuale Disvelamento sull’argomento nonché di similitudini tra avvistamenti vicino a delle basi militari in Virginia negli anni ‚60 e nel 2019-20 che sono stati considerati qualcosa di simili a dei „droni giganti“.
Non va poi trascurata poi tutta la reportistica che ha avuto luogo dal fine settimana del febbraio 2023 ( quello dei palloni sonda“cinesi) fino alle ultime chiusure dello spazio aereo nel Texas e nel New Mexico della ultima settimana di febbraio 2026 avvenute in modo improvviso e intervallate da da fenomeni di avvistamenti di oggetti con caratteristiche e accelerazioni sia nei giorni successivi del week-end di 3 anni fa, dalla lunga serie di avvistamenti di Uap sulla Costa Atlantica tra dicembre 2024 e gennaio 2025.
Nel contempo la fenomenologia da 5 anni è oggetto di audizioni periodiche di sottocommissioni congiunte Camera-Senato Usa e di proposte di legge bipartisan portate avanti non solo da parte repubblicana ma anche dal principale leader parlamentare democratico Chuck Schumer.
In questo quadro vale la pena appunto fare una riflessione sulle Disclosure possibili e sulla valenza geopolitca che tale processo di comunicazione può avere sugli assetti internazionali.
La prima riflessione è su chi può avviare per prima la disclosure: gli Stati Uniti o per dire…la principale antagonista geopolitica del momento ovvero la Cina?
Le ragioni per cui si può immaginare che da Pechino e dintorni possa arrivare a decidere qualcosa del genere vanno ricercate nella valenza <<stabilizzatrice>> di una disclosure da un punto di vista di rivelazioni tecnologiche che potrebbero essere legato al concetto esotico delle cosiddette retrotecnologie non umane o sulle dinamiche AI e nella capacità di saper gestire meglio il processo comunicativo visto l’apparato di controllo autoritario dei sistemi di informazione.
La seconda riflessione è su come si tenderà a correlare la disclosure sul fenomeno Uap con la ricerca scientifica cosiddetta ufficiale. Di sicuro si potrebbero avere delle ammissioni sulle nature non terrestri di alcuni segnali radio percepiti dal Seti e prima ancora dai vari radiotelescopi legati ai precedenti programmi di ricerca negli anni ’70. Un esempio pratico potrebbe avvenire con la riapertura del dossier “WOW” del 15 agosto 1977.
La terza e ultima riflessione è quella inerente la necessità di una nuova serie di alleanze nella gestione degli spazi aerei inerente la fenomenologia che potrebbe cambiare gli attuali quadri di difesa.
Sono per ora supposizioni, speculazioni, ma rischiano di diventare valutazioni strategiche che se non verranno affrontate prima rischiano di essere di difficile gestione nel momento in cui sarà necessario farle per motivi contingenti. Ed è un problema che deve riguardare i singoli governi anche a livello europeo.
Angelo Pugliese
Giornalista pubblicista
Angelo Pugliese, classe 1975, giornalista pubblicista dal 2004, esperto di comunicazione e autore di diversi libri ed articoli usciti sul blog del Corriere della Sera dedicato alla fenomenologia Uap.
