Le cause spirituali delle guerre di Carlo Zanni
Cari fratelli e sorelle animici, come frammento dell’energia Mikaelica riporto riflessioni e consapevolezze, che possano portare a comprensione e cambiamento di alcune dinamiche e atteggiamenti interiori quotidiani che spesso e volentieri ereditiamo in modo automatico dalla cultura o dalla genetica. In questo articolo parleremo delle cause della guerra da un punto di vista spirituale.
La spada che Mikael impugna non serve a colpire la carne, ma a recidere le catene dell’illusione. Molti guardano ai confini e ai politici per trovare le radici del conflitto, ma la guerra non nasce mai sulla terra; essa nasce nella mente umana, molto prima di diventare cenere e fumo. La causa è prettamente coscienziale, senza un “lavoro” su sé stessi, sull’aspetto coscienziale/spirituale, le guerre non cesseranno mai.
E’ importante dunque comprendere dove mettere il focus per trasmutare l’alchimia interiore che porta a questo tipo di conflitti.
La Radice principale della causa dei conflitti/guerre è Il Senso di Separazione. La causa spirituale primaria di ogni scontro è l’illusione della separazione. Ricordo che la parola diavolo origina dal greco diabolos, il cui significato letterale è “colui che divide”, separa, “colui che getta zizzania attraverso la menzogna. Per quanto, quello della separazione sia un processo necessario alla nostra evoluzione, è fondamentale riconoscere come il velo di Maya, orchestrato da forze contrapposte alla Luce, crei illusioni che portano a una percezione distorta della realtà.
Quando smettiamo di riconoscere la scintilla divina in noi stessi e nel nostro prossimo, creiamo un “altro” da temere o dominare. Ecco dunque l’importanza di allenarci a guardare, osservare e sentire l’altro come una parte di noi stessi. Originiamo tutti dalla stessa sorgente, siamo tutti interconnessi e parte dello stesso organismo: LA VITA. Ciò che crea illusione è l’apparente separazione creata dalla percezione dei nostri sensi. Nel guardare due persone per esempio vediamo il vuoto come “distanza” che definisce e delimita il perimetro fisico di due differenti esseri. Ognuno è convinto di pensare da sé e essere scollegato dall’altro. In realtà questi esseri apparentemente separati, sono parte della stessa energia, respirano la stessa aria e “l’intelligenza” che muove il loro cuore è la stessa. Per esempio due cellule del fegato, hanno la propria delimitazione, ma sono parte dello stesso organo, che è anch’esso funzionale e parte di un corpo più grande, il corpo umano. Se le cellule del fegato invece che fare la propria funzione iniziassero a farsi la guerra tra loro, il fegato non funzionerebbe più bene e farebbe ammalare l’intero corpo. La stessa cosa avviene per i singoli esseri umani e l’organo umanità che è funzionale al pianeta Terra. L’invito è per ognuno di cercare di portare in profondità questa comprensione, non solo su un piano concettuale, ma soprattutto esperienziale attraverso la meditazione di questo concetto.
Se prendessimo un campione casuale di esseri umani e chiedessimo loro se volessero la guerra, nessuno la vorrebbe, gli interessi sono quasi sempre su un livello politico economico incapace di valutare le cose con una coscienza spiritualmente matura. Per far cessare ogni guerra, basterebbe pretendere che i governanti di turno che prendono queste decisioni per il popolo, mandassero i propri figli a combattere in prima linea.
A volte una delle “scuse” per avviare le guerre è il rivendicare la terra degli antenati, ma di questo passo la dinamica non finirà mai, perché ci sarà sempre qualcuno che ha abitato prima quella terra. Per lo stesso concetto allora l’Italia sarebbe autorizzata a dichiarare guerra alla Francia per riavere la Corsica visto che in passato era sotto la Repubblica di Genova e cosi via… Qui entra in gioco il perdono e la necessità di fare un reset di queste dinamiche.
Ovviamente su un piano più materiale sappiamo che le guerre sono anche un grandissimo business per la vendita di armi, alcolici e traffici illegali legati all’inconsapevolezza e alla bramosia. Ci sono poi molte teorie più o meno accreditate, tra cui che le guerre servirebbero per la riduzione della popolazione mondiale visto che i robot sostituiscono sempre più gli uomini in molti lavori manuali o burocratici e l’ottimizzazione delle risorse. Oppure alla giustificazione dell’imposizione di regimi più rigidi con la scusa della sicurezza e dell’emergenza. Non ci focalizzeremo però su questi ultimi punti, ma su un altro livello, quello a monte.
Ricordiamoci di essere tutti fratelli, tutti uguali nel potenziale, ma ciò che in parte ci rende differenti è la programmazione che abbiamo ricevuto. Intendo programmazione ideologica, culturale e spirituale. Analizziamo dunque i principali “programmi” obsoleti che portano all’illusione della separazione:
- IL PATRIOTTISMO: Quando nasciamo in un determinato luogo ereditiamo un imprinting culturale e una “etichetta”, legata al luogo di nascita: Italiano, Inglese, Egiziano, Peruviano ecc… e diamo per scontato che questo sia “normale”. Ma se osservassimo il pianeta Terra da lontano, certo non vedremmo linee che separano un paese dell’altro (muraglia cinese a parte). Intendo dire che i confini sono prettamente nella nostra testa, sono illusorie linee che per comune accordo ci si tramanda da secoli. Basterebbe provare a chiedere a un cervo di quale nazione è, se francese, tedesco o svizzero? Cosa risponderebbe?
I confini sono legati al concetto di possesso, di territorialità, di potere, di EGO. L’incapacità di vederci come unico corpo umanità, produce i confini di separazione interiori e fisici con tutto ciò che ne consegue. Se non ci fossero i confini e l’identificazione in tanti popoli, se ci fosse un unico popolo della Terra, non ci sarebbero nemici da attaccare o dai cui difendersi.
Un Marines come qualsiasi altro soldato di altre nazioni, viene addestrato ed esaltato a pensare che deve difendere la sua patria dai potenziali cattivi, o che debba andare in chissà quale missione di “pace” a liberare innocenti. Magari gli viene pure data una medaglia al valor militare, per aver ucciso tot numero di nemici e di cui andrà orgogliosamente fiero. In realtà dal punto di vista spirituale, ha drammaticamente ucciso dei propri fratelli. In realtà è stato manipolato e sfruttato per secondi fini economico-politici, attraverso l’inganno e leve sul proprio ego.
Di fatto presa coscienza di essere un unico corpo, una ferita fatta all’altro, è una ferita fatta a te stesso. Esercitiamoci a guardare gli altri come un prolungamento di noi stessi, un’espansione di io, a pensare a io inteso come la VITA, il tutto. Pensa, ragiona, osserva dal punto di vista del cosmo.
Vangelo secondo Matteo (25,40) In verità, io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a ME.
- MANIPOLAZIONE DELLA PROPRIA IDENTITA: L’Ego come Confine: l’ego cerca sicurezza nel controllo e nel possesso. Distorcendo e limitando la percezione di chi noi siamo, della nostra vera identità attiviamo una serie di reazioni a catena distruttive. In primis la competizione invece della collaborazione. Per esempio uno studio recente afferma che con una minima percentuale, intorno al 20% circa, dei soldi investiti per la super competitiva corsa agli armamenti, si potrebbe dare tranquillamente una casa e un pasto caldo all’umanità intera. Questo dato fa pensare parecchio, personalmente ho provato un senso di vergogna e sconforto nel venire a conoscenza di questo dato, siamo l’unica specie sul pianeta che si fa la guerra tra sé. .
Riprendendo coscienza che siamo spirito incarnato in tanti corpi diversi, come tanti fiori della stessa pianta, smetteremmo di farci la guerra gli uni gli altri, ma cercheremmo la naturale collaborazione per fiorire insieme.
In questo tempo una parte di umanità sta già manifestando questo, in senso positivo, mentre sul livello politico economico e del potere in generale, c’è ancora molta difficoltà. In ogni caso, il numero di anime che si stanno risvegliando è sempre maggiore e le percentuali di questi ultimi crescono in ogni settore. Non dobbiamo pretendere che il cambiamento parta “dall’alto”, ma deve partire dal singolo, dal popolo, se la gente comprendesse questo i soldati non esisterebbero più. La gente non darebbe credito ai politicanti e ai notiziari, il giochino cadrebbe in poco tempo, ed è ciò che sta accadendo, ognuno faccia la sua parte.
- COMPONENTE RELIGIOSA: Per giustificare e motivare una guerra, distruzioni, morti, feriti e tutto quello che ne deriva, non bastano motivazioni economiche. Un soldato non sempre è disposto a morire “solo” per cause politico economiche, ma se si aggiunge una componente religiosa, pseudo spirituale, allora la motivazione può motivare un intero popolo. Questo lo capirono i cosiddetti grandi della storia. Uno tra cui l’imperatore Costantino che capi che unificare il popolo sotto un unico credo religioso, gli avrebbe conferito molto più potere e ci fu cosi l’esplosione del cristianesimo. Pensate per esempio a moltissimi racconti di guerra nell’antico testamento, fino alle crociate e cosi via: popoli sterminati, civiltà distrutte in nome delle varie divinità di turno. Ancora oggi assistiamo a attentati terroristici e guerre indotti da credenze religiose. Le religioni dunque, cosi come il patriottismo creano separazione: tu sei musulmano, io sono induista, tu sei cattolico ecc… Ognuno è convinto che la sua sia quella giusta e deve convincere gli altri di questo. La vera comprensione della spiritualità, che passa per la diretta esperienza meditativa interiore, va oltre ogni religione. E’ uno stato di coscienza universale. Solo elevando il proprio stato di comprensione e di amorevolezza si può giungere alla pace.
- LA PROIEZIONE DELL’OMBRA (Meccanismi di Difesa): l’osservazione ci insegna che l’uomo tende a non accettare le proprie oscurità (rabbia, avidità, insicurezza), proiettandole all’esterno. Il “nemico” diventa il contenitore di tutto ciò che odiamo di noi stessi. Invece di combattere i propri demoni interiori, l’essere umano cerca di distruggerli incarnandoli in un avversario esterno (un’altra nazione, religione o etnia).
La saggezza e la pratica della consapevolezza suggeriscono che la vera “battaglia” è interiore. Senza la pacificazione del proprio “caos interno”, l’essere umano cercherà sempre un conflitto esterno per scaricare la propria tensione psichica.
- LA PAURA E L’ATTACCAMENTO (L’Istinto di Sopravvivenza e il Desiderio): Alla base di ogni conflitto risiede il binomio Paura-Desiderio. La paura della mancanza (di risorse, di potere, di sicurezza) e l’attaccamento spasmodico alle forme (territori, ideologie, identità culturali). L’essere umano, in questa fase evolutiva, è generalmente schiavo dei propri istinti primordiali non trascesi e confonde il “possedere” con l'”essere”. La guerra è spesso il tentativo disperato di colmare un vuoto esistenziale interiore attraverso l’appropriazione di beni o consensi esterni. Questo vale soprattutto per le anime al potere,
Jiddu Krishnamurti sottolineava che finché cercheremo sicurezza psicologica in un’identità particolare (nazionalismo o dogma), la violenza sarà inevitabile. La pace nasce solo dal distacco e dalla comprensione della natura impermanente di ogni possesso.
Il Buddha insegnava che l’odio non cessa mai con l’odio, ma solo con l’amore. La guerra è il frutto amaro del desiderio e dell’ignoranza.
Gesù ha chiesto di amare i nemici, perché spiritualmente non esiste un nemico.
COSA POSSIAMO FARE INDIVIDUALMENTE ORA?
- La pace globale è la somma delle paci individuali. Non possiamo chiedere fine ai conflitti se alimentiamo il giudizio, il pettegolezzo e energie dissonanti nel nostro quotidiano. Ogni volta che condanniamo qualcuno, gettiamo legna sul fuoco dell’energia della guerra.
- Possiamo scegliere la Compassione: Guardare oltre le divise e le bandiere; vedere l’anima che soffre sotto la maschera della personalità e dell’odio.
- Possiamo concentrarci sul nostro essere luce: la luce non combatte il buio; semplicemente, dove c’è luce, il buio non può esistere.
- Pregare per i governanti: siamo i guardiani l’uno dell’altro e dobbiamo recuperare il valore della FRATELLANZA. Sosteniamoci invece che competere, comprendiamoci invece che giudicarci. Spesso e volentieri giudichiamo i politici, ma sarebbe curioso vedere come ci comporteremmo, se fossimo al loro posto.
Ovviamente le cose da fare potenzialmente sono infinite, sta alla nostra creatività, impegno e a quanto vogliamo mettere mano e essere parte di questo cambiamento. Parleremo in futuro anche dell’autodeterminazione giuridico-burocratica, come potente scelta e potenziale soluzione alla base di tutti questi giochi di potere.
In sintesi, la guerra risponde a questa Legge: come dentro, cosi fuori. Non è che la proiezione macroscopica del disordine microscopico della mente umana: un conflitto esteriore che riflette la disarmonia interiore. Per questo quando si sceglie un leader non si dovrebbe scegliere/valutare in funzione dello schieramento su un asse orizzontale inteso destra o sinistra, ma su un asse verticale osservando l’elevazione spirituale di questo essere. I politici sono i rappresentanti e riflesso del popolo, un popolo carente di spiritualità. Per questo l’invito è fare sempre un lavoro interiore in modo da riflettere cose diverse fuori di noi.
In realtà aprendo quest’ultima finestra ci si inoltra in territori complessi, dove oggi la manipolazione è talmente forte, che questa legge è contaminata anche da altri fattori e quindi per ora ci fermiamo qui, riapriremo questa finestra più avanti, come accennato prima, con una serie ad hoc specifica in arrivo sul tema autodeterminazione.
Carlo Zanni
Divulgatore per l’evoluzione umana, spirituale e del benessere
Carlo Zanni è un “Lightworker”, si definisce servitore e frammento di quella forza celeste chiamata Arcangelo Michele. Fondatore di Progetto A.M.A. acronimo di Arcangel Mikae Activities.
La sua mission è aiutare a liberare l’umanità dalla schiavitù mentale. Opera nel campo dell’autodeterminazione, della crescita spirituale e dell’alimentazione di cui è autore del libro Alimentazione Consapevole Evolutiva
