LA GELOSIA
Il Veleno nel Calice d’Oro: Trasmutare la Gelosia in Libertà Suprema
Ho passato anni a osservare le dinamiche dell’anima e ho capito una verità bruciante: la gelosia è uno dei più grandi inganni che l’ego abbia mai architettato per poi comprendere l’amore. Spesso la camuffiamo da “troppo attaccamento” o da “paura di perdere chi amiamo”, ma se abbiamo il coraggio di guardarla con gli occhi dell’anima, dalla prospettiva di Osho, di Jung o con la libertà radicale di Silvano Agosti, scopriamo che la gelosia è un “cancro” per l’anima che divora l’ospite prima ancora dell’oggetto amato. È uno dei programmi interiori più difficili da trasmutare e che è causa di molta sofferenza oltre che rovinare la bellezza di potenziali relazioni. Riconoscerla e ammettere di avere un problema con questa dinamica, è il primo passo per poter iniziare una liberazione evolutiva per se stessi e per la relazione con gli altri.
La prigione invisibile: cosa stiamo creando davvero?
La gelosia non protegge l’amore, lo uccide per asfissia. Immagina di avere tra le mani un uccellino meraviglioso, dal canto celestiale. La sua bellezza ti toglie il fiato, e proprio per questo hai paura che voli via. Allora stringi il pugno. Lo stringi “per il suo bene”, per tenerlo con te. Ma quando riapri la mano, l’uccellino non canta più: o è morto, o è rimasto storpio.
Ecco cosa facciamo ogni volta che controlliamo un cellulare, ogni volta che chiediamo “Chi era al telefono?”, ogni volta che il nostro umore cambia perché il partner ha sorriso a uno sconosciuto. Stiamo stringendo il pugno. La gelosia crea un’energia densa, grigia, che trasforma la casa in un tribunale e il letto in un campo di battaglia. Crea quel sottile terrorismo psicologico fatto di silenzi punitivi, di sguardi inquisitori che prosciugano la gioia di vivere. Come dice Silvano Agosti, abbiamo trasformato l’altro in una proprietà privata, dimenticando che l’essere umano è un soffio di libertà indomabile.
Lo specchio di Jung: la proiezione dell’Ombra
Perché soffriamo così tanto? Carl Jung ci ha insegnato che l’altro è il nostro specchio più spietato. Se sono geloso, non è perché l’altro è “pericoloso”, ma perché io mi sento “mancante”. La gelosia è la proiezione della nostra Ombra. Quando guardi il partner con sospetto, in realtà stai guardando il tuo vuoto interiore. Hai paura che l’altro trovi qualcuno di “meglio” perché, nel profondo, tu non credi di essere abbastanza. La gelosia è il pianto di un bambino interiore che non è mai stato rassicurato sul proprio valore. È una malattia della percezione: vedi rivali ovunque perché non vedi il tuo splendore.
Se invece ci dà fastidio la gelosia quando la vediamo negli altri, può significare che siamo anche noi gelosi senza esserne consapevoli, non lo ammettiamo a noi stessi.
Il veleno quotidiano: esempi dal basso
La gelosia si nutre di piccole macerie quotidiane. È quel nodo allo stomaco quando lui mette un “like” di troppo. È quella voglia ossessiva di sapere “a cosa sta pensando” quando è distratto. È una metafora del vampirismo: cerchi di succhiare la libertà dell’altro per nutrire la tua insicurezza.
Ma nota bene: ogni volta che controlli, perdi un pezzo della tua dignità. Ogni volta che indaghi, diventi il carceriere di te stesso. Non c’è nulla di più brutto di un volto deformato dal sospetto; è una frequenza bassa, una vibrazione che allontana proprio ciò che vorrebbe trattenere.
Vittima e Carnefice
Ricordiamoci che siamo creatori della nostra realtà e che la responsabilità di ciò che ci accade è nostra. Quindi ponendoci in questo caso nel ruolo di chi subisce la gelosia, a volte anche con violenza fisica o verbale, possiamo ricordarci che è esso stesso a permettere quella situazione. I bulli fanno i bulli con chi glielo permette. La responsabilità è anche del debole. Questo è un meccanismo evolutivo da vedere come una grande opportunità, per la quale il carnefice è maestro per la vittima e la vittima è maestra per il carnefice.
In questo piano / tempo evolutivo, il male serve il bene, ossia è funzionale all’evoluzione. Quindi se stai in una situazione con qualcuno che ti controlla e ti fa vivere nell’ansia e nella paura, è perchè lo hai scelto e lo stai scegliendo tu. Sei tu che hai attratto quel partner, sei tu che scegli di restare in quella situazione al fine di sviluppare attributi divini come l’amor proprio, la forza, l’indipendenza e l’autorevolezza.
Per questo nascono quelle “relazioni tossiche” per le quali i gelosi attraggono partner con tendenza alla dipendenza affettiva. Ossia anime che nonostante vengono trattate male, non riescono a staccarsi dal partner. Un’anima indipendente e equilibrata non può attrarre e restare in relazione con una personalità gelosamente possessiva.
Un’anima che vede può scegliere, un’anima che non vede sarà inconsciamente vittima del suo carnefice.
Il Next Step Evolutivo: Dall’Amore “Avere” all’Amore “Essere”
Come si guarisce? Come si attua il cambiamento? Osho per esempio, ci ha lasciato una chiave d’oro: la meditazione come testimonianza. Il segreto non è reprimere la gelosia, ma guardarla in faccia. La prossima volta che senti quella vampa di rabbia o quel gelo nel petto, non agire. Non dare la colpa all’esterno, al partner. Non urlare, non accusare. Siediti. Senti quel dolore come se fosse un fuoco sacro che sta bruciando le tue illusioni.
1. Dichiara la fine della proprietà
Ripeti a te stesso: “Nessuno mi appartiene, io non appartengo a nessuno”. Per quanto ci possa romanticamente piacere l’idea di appartenere qualcuno o di possedere qualcuno, soprattutto per sempre, questa idea è una grande illusione! Tutto si trasforma, nulla è per sempre se non il cambiamento, l’universo ce lo insegna, ma non vogliamo vedere questa cosa. È come se uno, nonostante sia consapevole della forza di gravità si lanciasse dalla finestra del terzo piano, il risultato lo possiamo immaginare tutti. Nonostante le palesi e visibili conseguenze, essendo che in quella cultura viene passato da generazioni che lanciarsi dalla finestra è una cosa normale, tutti lo fanno e continuano a farsi del male, senza mettere in discussione il perché di questo lancio. Lo stesso avviene per la dinamica relazionale culturale derivante dal matrimonio e dalle idee annesse ad esso. Possiamo non essere d’accordo e continuare a lanciarci dalla finestra, ma le Leggi di questo mondo agiscono a prescindere dalle nostre convinzioni.
Essere liberi e lasciare liberi. Questa è la vera Geometria Sacra: siamo linee parallele che corrono verso l’infinito, non cerchi che si annullano a vicenda. Chiediti: tu preferisci essere lasciato libero/a o recintato/a?
2. Abbraccia la tua Solitudine
La gelosia muore quando impari a stare bene da solo. Se la tua felicità dipende dal fatto che l’altro ti guardi o meno, sei uno schiavo. Diventa il re del tuo castello interiore. Per fare questo dobbiamo comprendere quale è il vero scopo della vita, lo scopo della nostra anima. Quando si comprende che l’anima è qui per evolvere e crescere nella Luce, nella saggezza, nell’amore, allora si comprende la vera priorità e il resto si ridimensiona. Allora la relazione è funzionale all’evoluzione e non il fine stesso dell’esistenza come invece avviene ora nella maggior parte degli esseri umani.
Rompere il concetto del “per sempre” e utilizzare la relazione come strumento di evoluzione osservando i propri movimenti interiori, è un grande passaggio che può trasmutare la gelosia in amore verso se stessi. Accettare che una relazione possa finire non è una sconfitta, è la vittoria dell’Amore sull’ego possessivo, sull’attaccamento, sulla paura del restare soli.
Dal mio punto di vista il problema è il fatto di identificarsi nella relazione e non avere una propria identità. Ossia usare l’altro come protesi di un qualcosa che mi manca. Questo avviene spesso perché non si è realizzati, da un punto di vista spirituale e anche professionale, non si coltivano i propri talenti e non siamo in linea con la missione animica. Allora si riversa la realizzazione sulla relazione, si punta tutto su di essa e quando si ha la percezione di poter perdere la persona con cui stiamo, non lo si accetta, si ha la paura di perdere tutto e la gelosia prende il sopravvento poiché non sappiamo stare in piedi da soli. Quando invece si comprende che la relazione non è la priorità, ma la priorità è Dio, inteso come la realizzazione interiore di esso, allora tutto cambia.
Chiediti quindi quale è la priorità della tua vita in questo momento? Chiediti se stai coltivando i tuoi talenti, chiediti se ti senti realizzato, se sei cosciente della tua mission animica…
3. Benedici la libertà altrui
Questo è il passo più difficile e più elevato. Prova a gioire se il partner è felice, anche se quella felicità non deriva da te. Questa è la Mudita (la gioia compartecipe). Se ami davvero un fiore, lo innaffi, non lo stacchi per metterlo in un vaso. Comprendere che nulla ci appartiene, ma che possiamo semplicemente essere in relazione con una persona o una cosa amandola, ossia lasciandola libera e prendendocene cura se vuole.
Esercizio pratico:
Prova a immaginare il tuo partner davanti a te (se non ne hai uno in questo momento, fai finta di averne uno), ora immagina che per un qualche motivo questo partner se ne voglia andare dalla relazione con te o non ci sia più. Osservati e vedi come ti senti. Osserva se riesci a lasciarlo andare, a essere felice per lui/lei poiché sta seguendo il suo cammino o se invece provi una sorta di panico. Non giudicarti, semplicemente osserva. Riprova più volte giorno dopo giorno, mantenendo il respiro nel cuore e consapevole che sei un’anima eterna.
Dispiacere e tristezza possono essere temporaneamente comprensibili ovviamente, ma nel momento che riusciamo a stare nel nostro Maestro interiore, nel momento che ritorniamo nel Cuore e osserviamo con gli occhi dello spirito ecco che tutto si trasforma. Se l’altro se ne va perché sta seguendo il suo cuore, significa che il piano divino prevede altro per lui e per me.
Verso una nuova frequenza
L’amore del futuro non è monogamia forzata o poliamore caotico; è Amore Consapevole. È una frequenza di libertà dove la gelosia non ha spazio perché non c’è più un Ego da difendere. Quando smetti di voler possedere, scopri che l’universo intero ti appartiene.
Ti guardi allo specchio e non vedi più una vittima della paura, ma un maestro di te stesso. La tua relazione non è più una catena, ma un laboratorio di evoluzione dove due anime si aiutano a vicenda a risvegliarsi.
Sei pronto a lasciare andare la catena per scoprire che l’altro, ora che è libero di andarsene, sceglie di restare proprio perché con te respira l’infinito?
Carlo Zanni
