UFO : la situazione è grave, ma non è seria di Tom Bosco
Andando a citare il celebre aforisma di Flaiano, ho nostalgicamente deciso di usare un termine immeritatamente desueto in luogo di quello oggidì politicamente corretto (UAP, Unidentified Aerial Phenomena) per commentare quello che dovrebbe essere uno degli argomenti più importanti del momento ma che, al contrario di quanto accaduto nel resto del mondo, in Italia è stato pressoché ignorato dai media mainstream, in tutt’altre faccende affacendati. Ovviamente mi riferisco al processo di Disclosure, ovvero divulgazione dei documenti in fase di declassificazione da parte dell’attuale governo statunitense, un’iniziativa del Presidente Trump che faceva parte del suo programma elettorale e al quale va riconosciuto il merito di essere, almeno nelle intenzioni, riuscito a fare ciò che altri presidenti prima di lui avevano tentato senza successo.
Se da una parte l’aver incaricato il Pentagono (il Ministero della Guerra, come si chiama attualmente) di selezionare, declassificare e rendere pubblici documenti di vario genere in loro (e non solo loro) possesso almeno dagli anni ‘40 appare un po’ come chiedere alla volpe di far la guardia al pollaio, dall’altra occorre riconoscere che almeno alcuni di quelli divulgati in questa prima fase sono effettivamente degni di interesse, anche se nel complesso, almeno per quanto riguarda gli studiosi e ricercatori che se ne occupano da molti decenni, non c’è realmente niente di nuovo sotto il sole…
L’aspetto a mio avviso davvero preoccupante è l’epidemia di strani decessi che ha recentemente colpito una schiera di scienziati, ricercatori, collaboratori e divulgatori direttamente o indirettamente collegati a questa tematica (vedi David Wilcock, che personalmente stimavo moltissimo), tutte persone che a fronte di una certa narrativa in qualche modo imposta dall’alto, avrebbero potuto controbattere con argomenti, riflessioni e documentazioni del massimo interesse.
Ancor più di questo, è il fatto che alcuni di loro erano direttamente coinvolti nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie realmente rivoluzionarie, in primis (ma non solo) la cosiddetta “antigravità” (legata a doppio filo con la “free energy”), la cui diffusione avrebbe conseguenze imprevedibili per la geopolitica e l’economia così come la conosciamo oggi. Ecco perché anche e ancor più in questo caso, per comprendere realmente cosa stia accadendo, occorre seguire la “pista dei soldi”. Recenti analisi indicano che una possibile disclosure sugli UFO negli Stati Uniti potrebbe scatenare una vera scossa nei mercati finanziari, minando la fiducia e generando bruschi movimenti di capitali. Settori come la difesa, l’aerospazio e i materiali avanzati sono considerati i più esposti, e si ipotizza che, se emergessero tecnologie rivoluzionarie, ci potrebbero essere rialzi negli investimenti. Anche l’oro e i beni rifugio potrebbero attrarre capitali in un clima di incertezza.
Inoltre non escluderei affatto che ci sia una sorta di “tempismo calcolato”, ovvero che ci si attenda che un evento, magari tecnologico o geopolitico, scuota davvero l’opinione pubblica alle fondamenta e quindi, in qualche modo, rilasciare i documenti adesso, con questo clima, potrebbe essere una mossa per preparare le masse a qualcosa di più grande, o semplicemente per avere un maggiore controllo sul discorso quando eventualmente succederà.
Per concludere (si fa per dire, data la vastità e la complessità di questo che è uno dei temi più importanti e significativi che riguardano noi tutti), mi diverte rilevare la declassificazione e la divulgazione di materiale relativo alle Missioni Apollo, in particolare dell’ultima (ufficialmente) missione lunare, ovvero Apollo 17. Alla faccia di uno dei mantra più in voga negli ultimi anni e decenni, ovvero “Non siamo mai stati sulla Luna”… ma questo sarà eventualmente oggetto di un mio prossimo intervento. Lunga Vita e Prosperità.
Tom Bosco
Tom Bosco
Giornalista, ricercatore, opinionista, pilota privato
